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Ho infilato la maglietta di fretta, imboccato la superstrada mordicchiando Marlboro light e sperato nella tempesta.
Lui era lì, una statua di marno di fianco all’ingresso. Mi ha preso per i capelli urlando che ero in ritardo.
Punizione, è l’ultima parola che ho percepito.
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Sono di fronte al cesso peccatrice della mia gola, sporca nell’anima.
Devo soffrire. Traditrice di me stessa. Le forze, le mie forze.
Spunta il sangue, rigetta l’ultima caloria.
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Sorseggio martini aspettando la bamba. Aspiro la bianca neve e magicamente i palazzi si scrostano; è un nero putrido che cola dalle pareti. Esistono i colori.
Qui, esistono.

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A poco a poco compresi il senso delle parole. Mi ero resa conto che ogni singola lettera, ogni singolo suono acquisiva una propria valenza.
In un istante mi ero accorta che non sapevo chiamare per nome tutti gli oggetti che mi circondavano.
Se non sai dare un nome – pensavo - non conosci quello che hai di fronte, non sai in che cosa ti stai imbattendo, non sai che cosa stai sfidando. Come puoi sconfiggere il nemico se non lo riconosci, come puoi raggiungere il tuo obbiettivo se non ti conosci?
Guardavo quella grassa bambina passeggiare col gelato in mano e non sapevo dare un nome a ciò che provavo.
Ti prego.
Voltati, ancora.
Io non muoio per te.
Io voglio vivere per me.
Ma lascia..
Lascia che questo sentimento scorra
Non sarà amore
ma pur sempre una dolce illusione
Per te
canzone: Dolcenera - Oltre le stelle
Mi trovavo a casa di Elena, la solita camera neutra, i soliti vestiti sul letto, il solito bordello nel pc. Come ogni volta che l’andavo a trovare stavo le ore sul portatile per cercare di acchiappare qualche canzone qua e là da poter inserire nella playlist e mi veniva da sorridere: come cavolo faceva a capirci qualcosa in tutto quel guazzabuglio?
Pioveva, quindi avremmo passato la giornata in casa, magari davanti ad un film scaricato, o semplicemente avremmo chiacchierato, mentre lei cercava con pochi risultati di studiare. Era fatta così, ed io mi divertivo con poco. Certo, avrei preferito uscire a fare due passi in un centro commerciale, ma che diluvio!
Lei era piegata sul davanzale e fumava “contro le regole” una sigaretta. La finestra era aperta, ma non c’era verso di far uscire il fumo dalla camera, ergo mi sarei dovuta preparare alle urla di sua madre.
Ad un certo punto di voltò verso di me: non era triste. Aveva occhi diversi.
La raggiunsi alla finestra e le fregai un tiro (fumavo, ma nessuno lo sapeva – a parte lei e il mio boy - e nessuno mai avrebbe dovuto saperlo!). Ero un po’ disorientata, quindi iniziai a chiederle di Marco, se con lui andava tutto bene, se era successo qualcosa… insomma volevo sapere!
Elena mi zittii con la frase: “Con Marco tutto bene, solito” e dopo, ammetto di non aver capito molto. Parlava di cose che non riuscivo ad afferrare.
Elena era lì con me. Elena non era con me.
Ricordo di aver guardato fuori dalla finestra e la vista non era un granchè: il solito incrocio, il solito semaforo dotato di telecamera ciuccia-soldi, il solito diluvio che dopo tre giorni di fila mi stava abbastanza sul cazzo; per non parlare degli ombrelli, i pantaloni bagnati, il freddo.. che nervi!
Però ricordo l’ultima frase, non penso che la dimenticherò in quella confusione.
Lei era con i gomiti appoggiati sul davanzale, fissava qualcosa fuori, qualcosa che io non vedevo. Era come se si volesse buttare giù.
La pioggia la mangiava, la pioggia la divorava.
E poi quella frase: “Hai mai pensato alla morte?... Io sto morendo, io sto vivendo…”
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Da oggi a luglio sarà un periodo impegnativo in campo universitario, sarò poco presente.
Voglio dare un giro di vite nella mia vita, con nuovi progetti e passioni. Sono stufa ogni anno di ripensare a diete, oddio cosa mangio, sono ingrassata e palle varie. (tanto la prova costume l’ho già fatta con i soliti risultati -.-) D’ora in poi mangerò solo quando avrò voglia veramente di mangiare; nervosismi, stress e mangio perché non so possono rimanere a casa loro. Questo è il mio primo obbiettivo, sottinteso che mi peserò quando avrò voglia e senza svenire sulla bilancia per numeri insulsi.
Io mi voglio bene, Sunny si vuole bene. Purtroppo non sempre ora.
Obbiettivi:
1. IO MI VOGLIO BENE
2. Dare 6 esami all'università
3. trovare lavoretto estivo
4. dare sempre il massimo, PER ME STESSA
Ho dunque bisogno di un nuovo template, blog con tutti gli annessi-connessi; insomma di una rivoluzione anche qui; chiunque fosse disponibile mi contatti.
Mi ripropongo comunque di aggiornare almeno una volta ogni due settimane (due volte al mese per essere chiari).
Buona notte a tutti!
Io
fammi penetrare,
in questa pulsazione
in questa contrazione
ancora
ancora…
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Tu
fuoco nell’anima
e poi
parole di notte..
stridono questi colori
volano queste emozioni,
lontano
song: Placebo - Without you I'm nothing
Io sono quella che non si apre con gli altri, io sono strana, io sono diversa.. blablabla
Io, aggiungo, sono quella che ama le persone a cui tiene, e i miei sentimenti sono sempre eccessivi, strabordano dai rapporti etichettati come amicizia tra due persone..
Ma come faccio a dirti che ti coccolerei e ti bacerei tutto il giorno? Capiresti questo sentimento? Ho solo bisogno di donare quello che sento dentro di me. Io non voglio stare insieme a te, io non provo quello che tu pensi.
Ma perché ancora una volta devo stare male a causa dei miei sentimenti? Io sono fatta così, tutto o niente..
Mi sono affezionata a te, non vederti non servirà a niente..
Cerco di convincermi di odiarti perché non te ne frega niente, ma non lo so… non so più niente..
Sto solo cercando di rimanere a galla..
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L’importante non è come sei, ma come appari… nel lavoro, nei rapporti, nella vita..
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Dopo questo post inutile e banale, direi che ho toccato il fondo.. ora mi tocca scavare -.-'
Nella lacrima che legata all’iride rimane c’è il tuo pensiero.
Nel calore di un abbraccio, nel sorriso, nel sostegno, nel desiderio. Vieni con me, io ti sto cercando.
Sei la mia cura, sei la mia distruzione
Lo vedi il sole? Questo sole non riesce a ricoprire il dolore.
Vorrei essere abbastanza per te; un’onda che cavalca le mancanze che ci distanziano.
Sei la mia cura, sei la mia distruzione
Sono un’anima strabordante, questa medietà di sentimento mi sta stretta.
Sei la mia cura, sei la mia distruzione
Liberami nella pienezza, legami nell’assenza.
Non lasciarmi qui, sto morendo.
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song: Metallica - Nothing else matters

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Non ascoltarmi,
fuggiamo.
Sto solo nascondendo
paure
dietro dure parole…
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Sottofondo: Lisa Gerrard, Hans Zimmer, Klaus Badelt - Now We Are Free
Stop. La pellicola s’inceppa. E’ un istante e tu t’intrufoli in un passato troppo lontano, in un film scartato sull’inizio: forse perché non c’era niente da poter raccontare/ricordare, forse perché io ero solo una triste bambina impaurita, e tu il solito puttaniere di turno. La storia era già stata scritta, ed il film troppo scontato.
Ora siamo qui, nello stesso posto, ad un tavolo di distanza; siamo ormai due mondi, vite che si incontrano-scontrano davanti ad un bicchiere.
A cosa stai pensando? Cosa stai guardando? Anche lei di passaggio?
Io tremo, e non so perché. Vorrei nascondere questa emozione patetica ed incontrollata in un bacio sconosciuto, vorrei fiondarmi sull’uscita e bruciare il tuo inutile ricordo una volta per tutte. Ti detesto, ti odio…
Ti voglio. Molla tutto e vieni da me. Stringimi legami rapiscimi, penetrami. Portiamo a termine il copione ora che la destinazione non è più sconosciuta: io sono rimasta su quel letto, in bilico dopo la seconda o terza sveltina, in quella mezz’ora dove tu eri solo mio, ed io tutta tua…
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Veronica riprese il suo sguardo come un cow boy lancia il cappio verso il bovino disubbidiente, l’iride si cristallizzò ed il volto si fece scuro. Due secondi ed i tacchi rimbombavano ferocemente sull’asfalto.
Amori nascono, si riprendono, implodono in queste prime ore di S. Valentino. Ma tu ora non sarai nulla più di quello che allora sei stato: il solito puttaniere, che la pecorella un giorno ha deciso di rifiutare.
E il passato non si cambia, non per te.
song: Massive Attack - False Flags